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Abstract

Il ruolo degli allineatori trasparenti in chirurgia ortognatica: benefici e limiti

di Grybauskas Simonas

) Gli allineatori hanno esteso la gamma di alternative di trattamento estetiche e confortevoli rispetto agli apparecchi fissi per la gestione delle malocclusioni. Vengono sempre più spesso utilizzati nel trattamento ortodontico preparatorio pre-chirurgico e in quello post-chirurgico nei pazienti sottoposti a chirurgia ortognatica. Tuttavia, l’uso degli allineatori nei casi chirurgici complessi pone delle chiare sfide cliniche e biomeccaniche. Rispetto agli apparecchi fissi, con gli allineatori si ha un controllo meno predicibile sui movimenti dentali più complessi, compresi il torque radicolare, l’estrusione e la rotazione. Questi limiti sono particolarmente rilevanti per le decompensazioni dentali pre-chirurgiche, per le quali è essenziale la precisione del posizionamento dentale nelle tre dimensioni dello spazio per ottenere i movimenti dentali e l’occlusione post-operatoria pianificati. Possono pertanto essere necessari degli interventi per finalizzare il caso, una meccanica con ausiliari o il passaggio temporaneo agli apparecchi fissi. Inoltre, la gestione dell’occlusione è un’ulteriore problematica. Poiché coprono le superfici occlusali, gli allineatori alterano la percezione sensoriale parodontale e occlusale e possono interferire con la stabilizzazione dell’intercuspidazione. Avere dei contatti occlusali affidabili è importante per il posizionamento mandibolare post-operatorio, l’adattamento neuro-muscolare e la stabilità condilare. Di conseguenza, la stabilizzazione post-chirurgica può essere meno predicibile e può richiedere dei protocolli appositi relativi alla durata della terapia, all’uso selettivo degli elastici, all’uso di allineatori per la finalizzazione o ai periodi senza allineatori. Per contro, gli allineatori offrono anche dei notevoli vantaggi, compresa una migliore estetica, maggiore confort per il paziente, migliore igiene orale e integrazione digitale con la pianificazione chirurgica virtuale. Il fatto che siano apparecchi mobili può inoltre facilitare il trattamento peri-operatorio. Il successo del trattamento, però, dipende pesantemente dalla collaborazione del paziente, e i casi complessi possono richiedere ulteriori dettagliamenti, una maggiore durata del trattamento, ausiliari e potenzialmente costi più elevati. Verrà presentata una rassegna critica dei benefici, delle sfide cliniche e dei limiti degli allineatori nel trattamento ortodontico-ortognatico per evidenziare l’importanza della selezione attenta dei casi, della valutazione realistica della predicibilità biomeccanica e della pianificazione ortodontica e chirurgica coordinata per ottenere esiti funzionali ed estetici stabili.

Il ruolo degli allineatori trasparenti in chirurgia ortognatica: benefici e limiti

di Latkauskiene Dalia

Gli allineatori hanno esteso la gamma di alternative di trattamento estetiche e confortevoli rispetto agli apparecchi fissi per la gestione delle malocclusioni. Vengono sempre più spesso utilizzati nel trattamento ortodontico preparatorio pre-chirurgico e in quello post-chirurgico nei pazienti sottoposti a chirurgia ortognatica. Tuttavia, l’uso degli allineatori nei casi chirurgici complessi pone delle chiare sfide cliniche e biomeccaniche. Rispetto agli apparecchi fissi, con gli allineatori si ha un controllo meno predicibile sui movimenti dentali più complessi, compresi il torque radicolare, l’estrusione e la rotazione. Questi limiti sono particolarmente rilevanti per le decompensazioni dentali pre-chirurgiche, per le quali è essenziale la precisione del posizionamento dentale nelle tre dimensioni dello spazio per ottenere i movimenti dentali e l’occlusione post-operatoria pianificati. Possono pertanto essere necessari degli interventi per finalizzare il caso, una meccanica con ausiliari o il passaggio temporaneo agli apparecchi fissi. Inoltre, la gestione dell’occlusione è un’ulteriore problematica. Poiché coprono le superfici occlusali, gli allineatori alterano la percezione sensoriale parodontale e occlusale e possono interferire con la stabilizzazione dell’intercuspidazione. Avere dei contatti occlusali affidabili è importante per il posizionamento mandibolare post-operatorio, l’adattamento neuro-muscolare e la stabilità condilare. Di conseguenza, la stabilizzazione post-chirurgica può essere meno predicibile e può richiedere dei protocolli appositi relativi alla durata della terapia, all’uso selettivo degli elastici, all’uso di allineatori per la finalizzazione o ai periodi senza allineatori. Per contro, gli allineatori offrono anche dei notevoli vantaggi, compresa una migliore estetica, maggiore confort per il paziente, migliore igiene orale e integrazione digitale con la pianificazione chirurgica virtuale. Il fatto che siano apparecchi mobili può inoltre facilitare il trattamento peri-operatorio. Il successo del trattamento, però, dipende pesantemente dalla collaborazione del paziente, e i casi complessi possono richiedere ulteriori dettagliamenti, una maggiore durata del trattamento, ausiliari e potenzialmente costi più elevati. Verrà presentata una rassegna critica dei benefici, delle sfide cliniche e dei limiti degli allineatori nel trattamento ortodontico-ortognatico per evidenziare l’importanza della selezione attenta dei casi, della valutazione realistica della predicibilità biomeccanica e della pianificazione ortodontica e chirurgica coordinata per ottenere esiti funzionali ed estetici stabili.